LA VERITA' CHE NESSUNO DICE
Fuga tra piastrelle, dilatazioni e movimenti della pavimentazione
Un'obiezione che viene sollevata spesso riguarda la funzione della fuga:
si sente dire frequentemente che la fuga servirebbe principalmente per assorbire le dilatazioni della pavimentazione.
In realtà questa affermazione è solo parzialmente corretta.
I movimenti della pavimentazione non vengono gestiti principalmente dalle fughe tra le piastrelle, ma da specifici giunti tecnici previsti dalla normativa di posa.
Tra questi troviamo:
▪ giunti strutturali, che devono essere sempre rispettati e riportati anche nella piastrellatura
▪ giunti di frazionamento del massetto, realizzati per controllare il ritiro igrometrico del massetto durante la stagionatura
▪ giunti perimetrali, indispensabili lungo il perimetro della pavimentazione
▪ giunti di dilatazione, che suddividono le superfici in campiture di dimensioni limitate
Questi giunti hanno lo scopo di assorbire i movimenti strutturali della pavimentazione.
La fuga tra le piastrelle invece svolge principalmente altre funzioni tecniche:
▪ compensare le tolleranze dimensionali delle piastrelle
▪ permettere un corretto allineamento durante la posa
▪ ridurre il rischio di dislivelli tra piastrelle adiacenti
▪ migliorare la distribuzione delle tensioni superficiali
Per questo motivo la fuga non può sostituire i giunti tecnici, che restano sempre obbligatori.
🔎Le tolleranze dimensionali previste dalla norma EN 14411🔎
Le piastrelle ceramiche sono prodotti industriali regolati dalla normativa europea EN 14411 (ISO 13006), che stabilisce i requisiti tecnici e le tolleranze dimensionali ammesse per le piastrelle.
Questa normativa definisce i limiti entro i quali le piastrelle possono presentare variazioni dimensionali e deformazioni.
Ad esempio, nelle schede tecniche dei produttori di gres porcellanato rettificato è possibile trovare valori come:
▪ lunghezza e larghezza con tolleranza ±0,3% con massimo 1 mm
▪ planarità con tolleranza ±0,4% con massimo 1,8 mm
Questi valori sono perfettamente conformi alla norma EN 14411 e rappresentano tolleranze dimensionali ammesse dal processo produttivo.
Ciò significa che due piastrelle dello stesso formato possono presentare piccole differenze dimensionali o leggere deformazioni pur essendo pienamente conformi alla normativa di prodotto.
Proprio per compensare queste tolleranze dimensionali, la norma di posa UNI 11493-1:2025 prevede una fuga minima di 2 mm, che consente al posatore di gestire correttamente queste differenze durante l’installazione.
🧱 Perché nei pavimenti degli anni ’70-’90 si trovano fughe molto ridotte?
Un’altra osservazione frequente riguarda i pavimenti realizzati negli anni ’70, ’80 e ’90, dove spesso si trovano piastrelle posate quasi accostate o con fughe molto ridotte.
Questo porta molti a pensare che le piastrelle di una volta fossero più precise o meno imbarcate.
In realtà la differenza dipende soprattutto da tre fattori tecnici legati ai materiali e ai formati utilizzati in passato.
📐 Formati molto più piccoli
Fino agli anni ’90 i formati più diffusi erano:
▪ 20×20
▪ 25×25
▪ 30×30
Queste dimensioni avevano una rigidezza molto maggiore rispetto ai grandi formati attuali.
All’aumentare delle dimensioni della piastrella aumenta anche la probabilità di:
▪ imbarcatura da cottura
▪ differenze dimensionali tra pezzi
▪ difficoltà di allineamento durante la posa.
🔹 Bordi bisellati e non rettificati
Molte piastrelle del passato presentavano bordi smussati o bisellati. Questo significa che gli spigoli non erano perfettamente a 90°, ma leggermente inclinati.
Questa geometria aveva due effetti importanti:
▪ mascherava visivamente piccoli dislivelli tra le piastrelle
▪ rendeva meno evidenti eventuali imprecisioni di posa.
Le piastrelle moderne in gres porcellanato sono invece spesso rettificate, con spigoli molto netti che rendono visibile qualsiasi differenza di quota tra i pezzi.
🧪 Materiali ceramici diversi
Molti pavimenti realizzati in passato erano prodotti in:
▪ monocottura
▪ bicottura
▪ klinker
Il gres porcellanato moderno è un materiale molto più compatto e resistente, ma viene prodotto con processi industriali che consentono anche formati molto più grandi e spessori ridotti.
Questa evoluzione tecnologica ha portato enormi vantaggi estetici e prestazionali, ma ha anche reso la posa molto più sensibile alle tolleranze dimensionali e alle deformazioni da cottura.
⚙️ L’evoluzione della posa delle piastrelle
Con l’introduzione dei grandi formati come:
▪ 60×60
▪ 80×80
▪ 120×60
▪ 120×120
▪ lastre di grande dimensione
sono diventati indispensabili strumenti e tecniche che in passato non erano necessari.
Tra questi:
▪ sistemi di livellamento con cunei
▪ ventose per la movimentazione delle lastre
▪ sistemi di posa specifici per grandi formati.
Non si tratta quindi di una perdita di abilità dei posatori moderni, ma di una conseguenza tecnica dell’evoluzione dei materiali ceramici e delle dimensioni delle piastrelle.