◼ Obiezione: “Negli anni ’70/’80/’90 i pavimenti in marmo non avevano fughe”
Questa è una delle osservazioni più comuni. La risposta è tecnica e molto chiara: Il marmo non è gres. E soprattutto, la tecnica di posa era completamente diversa.
▪ Il marmo veniva levigato dopo la posa
Nei pavimenti in marmo degli anni ’70/’80:
▪ si posavano le marmette
▪ si stuccava l’intera superficie
▪ si levigava in opera
▪ si rilucidava tutto
Il risultato era una superficie monolitica, continua. La fuga esisteva, ma veniva lavorata fino a renderla quasi invisibile. Con il gres questo non è possibile. Il gres:
▪ non può essere levigato in opera
▪ non può essere rettificato dopo la posa
▪ non può essere “fuso” tra una lastra e l’altra
Sono materiali completamente diversi.
▪ I formati erano piccoli
Negli anni ’70/’80:
▪ marmette 30x30
▪ monocottura 20x20
▪ ambienti compartimentati
▪ superfici più contenute
Oggi invece abbiamo:
▪ 60x120
▪ 120x120
▪ open space da 60–80 mq
▪ continuità tra ambienti
Le tensioni e le dilatazioni sono completamente diverse.
▪ Non c’era diffusione del riscaldamento a pavimento
Oggi moltissimi ambienti hanno:
▪ massetti radianti
▪ cicli termici continui
▪ escursioni caldo/freddo
Negli anni ’80 il riscaldamento a pavimento era rarissimo.
Le sollecitazioni erano inferiori.
▪ I problemi c’erano, ma si accettavano
Molti pavimenti datati presentano:
▪ crepe nelle fughe
▪ distacchi
▪ suono a vuoto
▪ rotture vicino ai muri
Semplicemente, non si analizzavano con l’attenzione tecnica di oggi. Le norme attuali nascono proprio dall’esperienza accumulata negli anni.
◼ Obiezione: “Una volta non esistevano giunti di dilatazione”
È vero che non se ne parlava come oggi. Ma:
▪ i materiali erano diversi
▪ i formati erano più piccoli
▪ le superfici meno estese
▪ gli impianti meno sollecitati
Oggi il gres è un materiale rigido e ad alta densità. Quando dilata, se non ha spazio:
▪ accumula tensione
▪ spinge contro le pareti
▪ può sollevarsi
▪ può creare rotture o distacchi
Il giunto di dilatazione non è un optional. È una sicurezza tecnica.
Un’altra confusione frequente riguarda l’effetto continuo. Il gres è un materiale modulare rigido. La resina è un materiale continuo. Sono concetti diversi.
La fuga nel gres:
▪ assorbe micro movimenti
▪ distribuisce le tensioni
▪ protegge gli spigoli
▪ contribuisce alla durabilità
Eliminare la fuga per inseguire un effetto estetico può compromettere il comportamento tecnico nel tempo.
La fuga minima di 2 mm non è un dettaglio estetico. È un criterio tecnico previsto dalla norma UNI 11493 e legato al comportamento reale del materiale. La qualità di una pavimentazione non si misura dall’assenza della fuga, ma dalla sua corretta gestione tecnica:
▪ larghezza adeguata
▪ regolarità costante
▪ profondità funzionale
▪ rispetto delle dilatazioni
Comprendere questi aspetti prima della posa significa evitare fraintendimenti a lavori ultimati. Perché la vera perfezione non è l’illusione della continuità assoluta. È la stabilità nel tempo.